Ocean Bird arriva a Trieste

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Martedì 8 settembre, ore 15.00, al porto di Trieste, alla presenza di Davide Faraone, presidente di FIA (Fondazione Italiana Autismo), di Giovanni Marino, presidente di ANGSA, (Associazione nazionale genitori persone con autismo), e dello skipper e armatore Pietro Frisani, conferenza stampa a conclusione del viaggio a vela di Ocean Bird sostenuto da Angsa e Fia, salpata da La Spezia lo scorso 26 giugno.
Tredici tappe, fino a Trieste, per abbattere le barriere e ampliare gli orizzonti, il giro d’Italia a vela di Ocean Bird “Buon Vento – Tutti a bordo”, che ha accolto a bordo persone con autismo, sindrome dell’X Fragile, sindrome di Down e altre condizioni di divergenza, insieme alle loro famiglie e alle associazioni del territorio.
Un progetto unico nel suo genere ideato dallo skipper Pietro Frisani velista esperto che mette a disposizione un magnifico veliero due alberi di 16 metri , con il quale ha completato il giro del mondo. L’iniziativa è un dono: tutte le spese di navigazione, organizzazione e gestione sono state sostenute dallo stesso armatore e skipper, che si avvale del fondamentale contributo organizzativo della Fia (Fondazione Italiana Autismo) e di ANGSA, (Associazione nazionale genitori persone con autismo).
Tredici le tappe di questo speciale giro d’Italia per mare. Ocean Bird, dopo la partenza da La Spezia, ha fatto tappa nei porti di Anzio, Maratea, Vibo Valentia, Tropea, Scilla e Milazzo. Risalendo poi lungo l’Adriatico raggiungendo quelli di Taranto, Brindisi, Trani, Ancona, Ravenna, Chioggia, Venezia e infine Trieste, trasformando il mare in uno spazio di incontro, esperienza e partecipazione.
Sono state coinvolte circa 230 persone tra ragazzi con autismo, familiari e operatori che sono saliti a bordo per un viaggio nel vento.
Ogni uscita è stata circa di 4 ore sia la mattina che il pomeriggio .
A differenza di molte iniziative concentrate in un solo luogo o in una singola giornata,“BUONVENTO” ha portato la propria attività direttamente nei territori, raggiungendo associazioni e famiglie lungo le coste italiane.
«Quando si parla di autismo e disabilità, la vera sfida non è limitarsi alla sensibilizzazione o alle dichiarazioni di principio. Bisogna creare occasioni concrete di partecipazione, offrire
esperienze, ampliare il ventaglio delle opportunità», dichiara Davide Faraone, presidente della Fondazione Italiana Autismo. «Per questo abbiamo accolto con entusiasmo l’idea dello skipper Pietro Frisani: è un gesto di straordinaria generosità che trasforma una passione personale in una possibilità reale per tanti ragazzi e le loro famiglie. L’inclusione si misura soprattutto così: dalla capacità di rendere accessibili esperienze che per altri sono
scontate».
Per il presidente di ANGSA, Giovanni Marino che ha aderito da subito al progetto “Buonvento” attivando la capillare rete regionale dell’associazione : «Le persone con autismo hanno poche occasioni di accedere a esperienze diverse in modo protetto e sicuro. ”Buonvento è un progetto speciale: non è terapia, ma un dono che offre piacere, emozione, scoperta. È la possibilità di conoscere qualcosa di nuovo e magari desiderare di ripetere quell’esperienza, ampliando i propri interessi e orizzonti».
«Si parla spesso di inclusione, di attenzione e di diritti», afferma lo skipper Pietro Frisani. «Sono parole importanti, ma penso acquistino valore soprattutto quando si trasformano in gesti concreti. Ho semplicemente deciso di mettere a disposizione una risorsa che possiedo, la mia barca, per creare occasioni vere di incontro e partecipazione. Se sarò riuscito a regalare qualche giornata di serenità e, allo stesso tempo, a far conoscere meglio la quotidianità di tante famiglie, avremo raggiunto il nostro obiettivo».

Attraversando l’Italia da La Spezia a Trieste, “BUONVENTO– Il mare che unisce” vuole lanciare un messaggio semplice: l’attenzione verso le persone non si misura dalle parole,
ma dalle opportunità concrete che siamo capaci di creare. Tappa dopo tappa, il progetto costruirà una rete di relazioni tra famiglie, associazioni e comunità locali, dimostrando che il mare può diventare un luogo di incontro capace di unire esperienze, storie e persone diverse.

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